Autore: IL POSTO DELLE PAROLE

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Roberto Piumini “Il mare”

Roberto Piumini
“Il mare”
Gallucci Editore
www.galluccieditore.com

La Terra, forse, dovrebbe chiamarsi Mare: il pianeta Mare, con isole di terra. Il Mare non è solo immenso: è immensamente mobile, variabile, vivo, profondo, fertile, avventuroso. È dal Mare, con giocosa capriola, che comincia la parola Meraviglia.

Al Mare, sul quale si muovono le storie e le memorie del mondo, Roberto Piumini dedica questa emozionante raccolta di poesie, che i disegni di Paolo d’Altan accompagnano con tratto leggero.

Roberto Piumini è nato in Valcamonica nel 1947 e vive a Milano. Ha insegnato, recitato in teatro, tradotto Shakespeare e reinventato la Divina Commedia. Ma soprattutto ha scritto tante storie per ragazzi e molte canzoni. Trova ispirazione nella sua casa sulle colline senesi. Con Gallucci ha pubblicato Non sta mai ferma, Tirabusciò, La canzone della cacca, Mi piace il mondo, I tre moschettieri, Il gallo bello, io, pi, Omi e Cic e il mare.

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Roberta Ceretto “Marina Abramovic”

Roberta Ceretto
“Marina Abramovich”
Alba, 28-29 settembre 2017

La famiglia Ceretto ospiterà
il 28 e il 29 settembre 2017 ad Alba l’artista di fama internazionale Marina Abramović

Dal 28 settembre al 12 novembre – Coro della Maddalena video-installazione HOLDING THE MILK

29 settembre, ore 18,30 – Teatro Sociale incontro pubblico con Marina Abramović

La famiglia Ceretto, famosa per l’eccellenza dei suoi vini, prosegue il suo impegno nella promozione dell’arte contemporanea, e ospita a settembre 2017 ad Alba, nel cuore delle Langhe, la straordinaria artista di fama internazionale Marina Abramović.

Giovedì 28 settembre, alle ore 18, nel Coro della Maddalena (Via Vittorio Emanuele II, 19), si terrà l’inaugurazione in presenza dell’artista della video-installazione HOLDING THE MILK da The Kitchen, Homage to Saint Therese (2009). L’opera rimarrà esposta fino al 12 novembre ed è organizzata in collaborazione con il Comune di Alba nel corso della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba (orari: da martedì a venerdì dalle ore 15 alle ore 18, sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 18 – ingresso gratuito).

The Kitchen, Homage to Saint Therese è un progetto artistico elaborato da Marina Abramovid nel 2009, costituito da nove fotoritratti e tre opere video, di cui ad Alba si vedrà Holding the Milk.

Come spiega la stessa Marina Abramovid: “La cucina di mia nonna è stato il fulcro del mio mondo: tutte le storie venivano raccontate in cucina, ogni consiglio sulla mia vita veniva dato in cucina, il futuro, contenuto nelle tazze di caffè nero, veniva letto e annunciato solo in cucina; quindi è stata davvero il centro del mio universo, e tutti i miei ricordi più belli nascono lì. L’ispirazione di questi lavori nasce dalla combinazione tra la rievocazione della cucina della mia infanzia, la storia di Santa Teresa d’Avila, e questa straordinaria cucina abbandonata piena di bambini, tutto insieme e nello stesso momento.”
Il giorno seguente, venerdì 29 settembre, alle ore 18,30, è previsto un incontro con Marina Abramović al Teatro Sociale “Giorgio Busca” (Piazza Vittorio Veneto, 3), in cui l’artista parlerà del proprio lavoro artistico e risponderà alle domande del pubblico (ingresso libero fino ad esaurimento posti).

Marina Abramović è stata una pioniera dell’art performance sin dall’inizio della sua carriera, negli anni ’70, a Belgrado, dando vita, già dai primi lavori, ad alcune delle sue manifestazioni più celebri. Il corpo è sempre stato sia oggetto che strumento d’arte. Esplorando e mettendo alla prova i propri limiti fisici e mentali, la Abramovic ha resistito e superato il dolore, lo sfinimento e il pericolo nella ricerca e desiderio di sperimentare la trasformazione emotiva e spirituale.
Abramovic è stata premiata con il Leone d’oro come miglior artista nel 1997 durante la Biennale di Venezia. Nel 2008 le è stata conferita la Austrian Commander Cross per il suo impegno e contributo all’arte. Nel 2010, negli Stati Uniti, ha avuto luogo la prima e più importante retrospettiva sul lavoro dell’artista. Contemporaneamente la Abramovid si è esibita per 700 ore in “The Artist is present” al Museum of Modern Art di New York . Nel 2014 ha completato, dopo 3 mesi di performance, il progetto “512 Hours” alla Serpentine Gallery di Londra. L’artista ha poi istituito il Marina Abramovid Institute (MAI), una piattaforma nata con l’intento di creare collaborazioni e relazioni tra pensatori di tutti i campi, dedicati a progetti immateriali e di lunga durata. L’istituto ha raggiunto la sua forma più significativa e completa nel 2016, grazie alla collaborazione con NEON nel lavoro “As one”, presso il Museo Benaki di Atene.
La sua ultima pubblicazione è Attraversare i Muri (Walk Through Walls: A Memoir, edito nell’Ottobre 2016 da Crown Archetype), tradotta in Italia da Bompiani. La sua retrospettiva, The Cleaner è stata inaugurata al Moderna Museet di Stoccolma nel Febbraio 2017 per poi passare al Louisiana Museum of Modern Art in Danimarca, quindi ad Oslo presso l’Henie Onstad Kunstsenter, per arrivare a Bonn al Bundeskunsthalle e infine in Italia presso Palazzo Strozzi a Firenze.

Il Gruppo Ceretto è un’azienda familiare che ha le sue radici in un territorio di rara bellezza come quello delle Langhe, e da tre quarti di secolo unisce alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico italiano la promozione dell’arte.
Il Gruppo vitivinicolo Ceretto, fondato nel 1937, vanta un’estensione di più di 160 ettari situati nelle aree più pregiate delle Langhe e del Roero, comprese le DOCG Barolo e Barbaresco, ed è tra i maggiori proprietari di vigneti del Piemonte. Il gruppo Ceretto, articolato in quattro aziende vinicole indipendenti, produce 17 etichette di vini. Il loro tratto peculiare è espresso dal nome che evidenzia l’appartenenza al territorio riprendendo il cru d’origine: ad ogni collina corrisponde una denominazione che è un marchio di un sapore ben localizzato.
I vini Ceretto sono vini di pregio, esito di una continua ricerca di perfezione celebrati già nel 1986 dalla prestigiosa rivista Wine Spectator, la loro cifra sta nell’essere il risultato rigoroso di vigneti coltivati secondo i metodi dell’agricoltura biologica che esclude l’utilizzo di sostanze chimiche quali concimi, diserbanti, insetticidi.
Fin dagli anni ’80 quando venne commissionato il restyling grafico delle etichette dei vini al designer Silvio Coppola, che firmerà l’inconfondibile taglio sull’etichetta del Blangé, il bianco cavallo di battaglia dell’azienda, la famiglia Ceretto ha un rapporto di consuetudine con l’arte in tutte le sue espressioni. Con il nuovo millennio e l’entrata in azienda della terza generazione, il rapporto con l’universo artistico s’è ulteriormente consolidato e architetti, letterati e artisti di fama mondiale sono periodicamente invitati e coinvolti con la loro creatività in progetti innovativi ed esclusivi. Basti ricordare tra i tanti la ristrutturazione della Cappella del Barolo ad opera di Sol LeWitt e David Tremlett, una soluzione architettonica di grande impatto visivo o le installazioni di elementi moderni a corredo delle strutture più tradizionali delle cantine, come il Cubo a Castiglione Falletto, una struttura trasparente che si integra totalmente al paesaggio, e l’Acino alla tenuta Monsordo, sede principale dell’azienda.
Oltre al vino e all’arte, l’altra passione di famiglia è la ristorazione. Nel 2005 nasce il fortunato sodalizio con Enrico Crippa, il creativo e fecondo chef del Piazza Duomo, a cui nel 2013 è stata attribuita la terza stella Michelin e nel 2017 il Premio Grand Prix de l’Art de La Cuisine assegnato dall’Académie Internationale de la Gastronomie. Il menù proposto da Crippa è una forma artistica che travalica confini e steccati e nella combinazione dei suoi ingredienti meticolosamente selezionati raggiunge il sublime poetico. La Piola, versione pop dell’attiguo Piazza Duomo, è invece il regno di Dennis Panzeri e della cucina tipica del Territorio langarolo.
Entrambi i ristoranti sono stati decorati dagli artisti contemporanei Francesco Clemente e Kiki Smith. Non si può infine scordare l’impegno di Ceretto nella valorizzazione di un altro prodotto gastronomico tipico del territorio langarolo come la Nocciola Piemonte I.G.P. La tonda trilobata coltivata sulle pendici delle colline nella tenuta di Monsordo Bernardina è l’ingrediente alla base del torrone prodotto nel torronificio di famiglia Relanghe.

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Nadia Lambiase “Blue Revolution”

Nadia Lambiase
“Blue Revolution”
L’economia ai tempi dell’usa e getta

ISAO Festival
mercoledì 27 settembre 2017, ore 20.45
San Pietro in Vincoli, Torino

Blue revolution. L’economia ai tempi dell’usa e getta

Da un’idea di Nadia Lambiase, Alberto Pagliarino, Paolo Piacenza
Con Alberto Pagliarino
Ricerca storica e drammaturgica Nadia Lambiase e Paolo Piacenza
Testo di Alberto Pagliarino
Consulenza artistica Alessandra Rossi Ghiglione
Prodotto da Pop Economix e Il Mutamento Zona Castalia (produttore esecutivo)

Dai colletti di celluloide della Belle Epoque che esplodevano per un pizzico di brace di sigaro, alle microplastiche che oggi soffocano i mari. Dalle grandi scoperte dell’800 come la corrente elettrica o il motore a scoppio, all’obsolescenza programmata che ci obbliga a cambiare smartphone ogni due anni. Dal pensiero – libero e liberante – di Adam Smith, alla distorta versione che i neoliberisti hanno sacralizzato. C’è tutto questo in A proposito di Smith, il nuovo spettacolo dell’Associazione Pop Economix che racconta come il nostro mondo sia ormai molto vicino al collasso e ci sia bisogno di una nuova alleanza tra l’uomo e l’ambiente per salvarlo.

Cosa c’entrano le grandi idee che muovono la storia con l’ultimo modello di smartphone?
E cosa hanno a che fare i due “padri dell’economia” come Adam Smith e Antonio Genovesi con la lotta per salvare i mari soffocati dalla plastica? Il filo del racconto di Blue revolution. L’economia ai tempi dell’usa e getta, il nuovo spettacolo di Pop Economix, si muove con leggerezza a cavallo degli ultimi tre secoli per mostrare come il nostro
mondo sia ormai vicino al collasso e ci sia bisogno di una nuova alleanza tra l’uomo e l’ambiente per salvarlo.
Un’alleanza in cui l’azione trasformatrice di uomini e imprese può ripartire dagli scarti per creare nuove opportunità, come insegna l’economia circolare. Un’alleanza in cui anche l’opera del giovane imprenditore canadese Tom Szaky (e di tanti altri in giro per il mondo) dà corpo all’idea di Genovesi di una economia, finalmente, civile.
Attraverso un linguaggio narrativo che mescola vivace ironia, rigorosa obiettività e appassionato desiderio di un futuro sostenibile, Blue revolution apre una finestra sui mali, ma anche sui rimedi per il nostro mondo. E consegna a tutti noi la possibilità di cambiarlo in meglio.

Per maggiori informazioni sullo spettacolo: Beatrice Sarosiek spettacolo@popeconomix.org – www.popeconomix.org

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Sabino Maria Frassà “Limiti-Confini”

Sabino Maria Frassà
Mostra “Limiti-Confini”
www.amanutricresci.com

Il 21 settembre si è celebrata la giornata Internazionale della Pace. CRAMUM, con il patrocinio e in collaborazione di Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, Fondazione Cure Onlus, Comune di Milano, Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, Accademia Polacca di Roma, Consolato di Polonia a Milano, Consolato di Ungheria a Milano, Consolato di Serbia a Milano, Ludwig Muzeum, Istituto Balassi di Roma, Studio Museo Francesco Messina, ha presentato per tale occasione la mostra internazionale LIMITI-CONFINI, curata da Sabino Maria Frassà. La mostra accoglie al proprio interno anche il 5° premio CRAMUM per giovani artisti in Italia.

Il curatore e direttore del Premio, Sabino Maria Frassà, introduce così la mostra “LIMITI-CONFINI”: “Senza giudizi, ma con una chiara visione olistica e inclusiva, la mostra LIMITI-CONFINI cerca di indagare il malessere dei giorni d’oggi di una società che vive in una perenne condizione di cortina al confine. L’unica identità che sembriamo in grado di trovare sembra essere il “siamo” in quanto “siamo diversi” da qualcun altro, non rendendoci conto che tutti siamo “minoranza” in qualche modo. L’arte e la cultura non possono forse rivelare ciò che è al di là del “confine”, ma possono senz’altro spronare le persone a farsi domande e riflettere prima di darsi risposte. Solo aprendosi a nuovi approcci e all’ascolto sarà possibile raggiungere un dialogo autentico con l'”altro”, chiunque esso sia.”

La mostra è ospitata dal Grande Museo del Duomo di Milano all’interno della Chiesa di San Gottardo in Corte, nota nella tradizione della città appunto come “chiesa degli artisti”, ospita 26 opere (molte inedite come “Il Muro” di Franco Mazzucchelli, “in preghiera” di Francesca Piovesan e “AT-TRAV-ERSO” di Daniele Salvalai) di 22 artisti provenienti da tutto il mondo, tra cui 12 realizzate da artisti di fama internazionale: Magdalena Abakanowicz (Polonia), Zsolt Asztalos (Ungheria), Ivan Barlafante, Carlo Benvenuto, Laura de Santillana, Matteo Fato, Daniele Fissore, Ivan Grubanov (Serbia), H.H. Lim (Cina), Franco Mazzucchelli, Francesca Piovesan, Daniele Salvalai.

Al loro fianco, le opere dei dieci finalisti della quinta edizione del premio CRAMUM: Alessio Barchitta, Alessandro Boezio, Andrea Fiorino, Francesco Casolari, Marco La Rocca, Giulia Manfredi, Dario Picariello, Pamela Pintus, Diego Randazzo, Sally Viganò. Il giorno dell’inaugurazione sarà nominato il vincitore del premio cramum da parte del comitato scientifico composto da giornalisti, curatori, critici, collezionisti, intellettuali: Matteo Bergamini, Ettore Buganza, Leonardo Capano, Giovanna Calvenzi, Julia Fabenyi, Maria Fratelli, Giuseppe Iannaccone, Rose Ghezzi, Angela Madesani, Michela Moro, Iolanda Ratti, Alba Solaro, Alberto Puricelli, Carlotta Gaia Tosoni, Nicla Vassallo, Giorgio Zanchetti. Il vincitore vince un percorso di crescita professionale e artistica di due anni che culmina con una mostra personale presso lo Studio Museo Francesco Messina. Al vincitore sarà donato anche un cubo di marmo di Candoglia, simbolo del Premio e realizzato dalla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.

La mostra è completata dal libro “SUL CONFINE, ON THE EDGE” edito Editrice Quinlan e curato da Sabino Maria Frassà con testi di Eugenio Borgna, Sabino Maria Frassà, Stefano Ferrari, Raffaella Ferrari e Nicla Vassallo.

la musica di questa conversazione:
“La musica che gira intorno” di Ivano Fossati
https://www.youtube.com/watch?v=ioOO40azY5c

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Isabella Guanzini “La tenerezza”

Isabella Guanzini
“La tenerezza”
La rivoluzione del potere gentile
Ponte alle Grazie
www.ponteallegrazie.it

La tenerezza, quando è autentica, non sopporta facili definizioni: si insinua con delicata tenacia tra le grandi virtù civili e la retorica del potere, è ciò che ci manca per poter vivere e sentire in un mondo finalmente comune. Per questo parlarne è un’impresa ardua e bellissima. E tanto più importante, oggi, quanto più la realtà, nella sua opaca pesantezza, si rende indecifrabile, narcisistica, violenta e sentimentale al tempo stesso.
Da DeLillo a papa Francesco, da Platone alla Szymborska, da Max Weber a Foster Wallace, da Recalcati a Mariangela Gualtieri, e, ancora, da Lucrezio a Žižek, da Enea alla donna senza nome del Vangelo secondo Luca alle cronache dei migranti, parlare di tenerezza significa parlare di amore, di tempo che passa, di filosofia. Significa parlare di umanità, di curiosità verso l’altro, di quella leggerezza profonda che ci permette di intercettare, fra le righe, il senso più fecondo e creativo della nostra finitezza, della nostra fragilità.
Parlare di tenerezza tocca molte corde sensibili, smuove affetti ancestrali, evoca l’intensità della vita del corpo e anche dell’anima. Sfida i predatori e i prepotenti, pone domande scomode e offre nuove istruzioni, accende piccole, miracolose luci nel buio annunciando una rivoluzione gioiosa e costruttiva, politica ed esistenziale. Che ci chiama per nome e allarga lo sguardo al futuro.

Isabella Guanzini, nata a Cremona, è filosofa e teologa. Dopo aver insegnato Storia della filosofia e Teologia fondamentale alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano ed essere stata ricercatrice alla Research Platform Religion and Transformation in Contemporary European Society dell’Università di Vienna, dal 2016 è professore ordinario di Teologia fondamentale all’università di Graz.

Isabella Guanzini e Luciano Manicardi
“Una solida tenerezza”
Torino Spiritualità
Difficile parlare di tenerezza quando si è adulti: il rischio di cadere nel sentimentale o nel patetico è sempre dietro l’angolo. Per alcuni essa nasconde addirittura pericoli in- sidiosi, o rivela imbarazzanti vulnerabilità che è meglio tacere. Eppure, come cancellare il fatto che veniamo tutti proprio da lì? Per quanto sia stato traumatico il nostro arrivo nel mondo, almeno un gesto di tenerezza ci ha impedito di lasciarlo. È la tenerezza che ha dato forma alla nostra singolarità ancora priva di forza, e questo è il suo miracolo.

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Cristina Battocletti “I Dialoghi di Trani”

Cristina Battocletti
“I Dialoghi di Trani”
www.idialoghiditrani.com

domenica 24 settembre 2017, ore 18.30
I Dialoghi di Trani
Cristina Battocletti, Edoardo Boncinelli, Raffaele Simone
“Evoluzione e contaminazioni della lingua italiana”
Troppo spesso oggi usiamo parole abusate e stinte nel loro significato sottovalutando o ignorando il potere enorme della parola: “sovrano potente…minuta e invisibile… compie i più grandi miracoli…”(Gorgia)”. Attraverso la parola diamo senso a noi stessi e al mondo, viviamo la libertà della molteplicità dei significati.

Quali le implicazioni, quali le infinite possibilità?

Cristina Battocletti
“Bobi Bazlen”
L’ombra di Trieste
La nave di Teseo
www.lanavediteseo.eu

Bobi Bazlen (Trieste 1902 – Milano 1965) è stato uno dei maggiori influenzatori della cultura italiana nel Dopoguerra. Fondatore assieme a Luciano Foà di Adelphi, consulente di Einaudi e delle più importanti case editrici italiane, grazie a lui venne scoperto Italo Svevo e pubblicata la letteratura mitteleuropea fino ad allora sconosciuta, tra cui Franz Kafka e Robert Musil. Capace di leggere indifferentemente in tedesco, italiano, inglese e francese indovinava il valore dei libri in base al fatto che avessero “il suono giusto”. Affascinato da oroscopi e mappe astrologiche, aveva una cultura vastissima che si spingeva fino all’antropologia e all’arte primitiva. Di madre ebrea e padre cristiano evangelico, da adulto abbracciò il taoismo e le filosofie orientali. Imprendibile, misterioso, bizzarro anche nel vestiario, è rimasto sempre nell’ombra. Chi era dunque, Roberto, Bobi, Bazlen? Perché ha lasciato fantasmi irrisolti? Perché era amato da tanti, come la poetessa Amelia Rosselli, e avversato da altri, come il regista Pier Paolo Pasolini e lo scrittore Alberto Moravia? Una vita piena di passioni, amicizie profonde e frequentazioni di intellettuali come Elsa Morante, sofferenze, sullo sfondo della grande storia del Novecento. Dalle mattinate passate nella bottega di Umberto Saba, alle correzioni alle poesie del Nobel Eugenio Montale, all’avventura della psicoanalisi, con Edoardo Weiss e Ernst Bernhard, di cui fu uno dei primi pazienti. Questo libro racconta un Bazlen inedito, attraverso lettere mai viste e nuove testimonianze che riportano a Trieste, che lasciò a 33 anni senza farvi (forse) più ritorno.

Cristina Battocletti
Giornalista, lavora alla Domenica de Il Sole 24 Ore dove cura gli spettacoli, segue i festival cinematografici e la letteratura balcanica. Ha scritto a quattro mani la biografia di Boris Pahor che ha vinto il premio Manzoni per il miglior romanzo storico.

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Andrea Loreni “Torino Spiritualità”

Andrea Loreni
Non si finisce mai di imparare (a camminare)
Torino Spiritualità
www.torinospiritualita.org

domenica 24 settembre, dalle ore 14.00 alle ore 17.00
Circolo dei Lettori, Torino

NON SI FINISCE MAI DI IMPARARE (A CAMMINARE)
In culla siamo supini, poi impariamo a gattonare, infine ci alziamo sulle gambe e scopriamo il ritmo libero dei passi. Ma c’è ancora molto da fare. Ad esempio, si può apprendere l’arte dell’equilibrismo, con i piedi sopra a un lo e le mani appoggiate al vuoto. Guidati dal funambolo Andrea Loreni, un laboratorio per recuperare la consapevolezza del corpo, rimparare la verticalità e giungere a una camminata più consapevole, che per i più temerari culminerà nell’esperienza di percorrere un cavo sospeso (ma non troppo in alto!).
Si consigliano abiti comodi, doppie calze, tappetino da yoga.

ANDREA LORENI
Funambolo e recordman specializzato in traversate a grandi altezze, ha camminato sopra l’acqua o immerso nel verde delle montagne, in piano e in pendenza. L’intuizione dell’assoluto avuta sul cavo lo ha condotto alla meditazione zen, che pratica da molti anni.

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Bruno Tognolini “Torino Spiritualità”

Bruno Tognolini
“Torino Spiritualità”
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BRUNO TOGNOLINI
STRINGERE L’ACQUA.“ETICA PELÈTICA
PELEM-PEM-PÈTICA” E POETICA PROFETICA PUERILE
Così disse una bambina alla madre che un giorno riempiva bottiglie: «Ho capito a cosa serve l’imbuto: a stringere l’acqua». La filastrocca è l’infanzia segreta della poesia, l’arbusto no che sopravvive nei cerchi del tronco, il piccolo me che vive stretto dentro me. Dagli arcaici scongiuri contro i mali agli spot della Apple, dalle rime di giochi e conte ammeggianti nei vernacoli in- fantili alla Divina Commedia detta in rap, dagli slogan delle curve degli ultrà alle giaculatorie delle chiese: c’è una nenia che sussurra ininterrotta nel sistema limbico della nostra cultura e nel suono dei giorni. Il senso è sempre quello: stringere l’acqua, liquido incompressibile. Distillare l’inestricabile complessità del mondo in piccole gocce, commisurate alle orecchie piccole dei bambini, dei tifosi, dei fedeli, dei consumatori, dei lettori di poesia, degli adulti evoluti che noi siamo.

BRUNO TOGNOLINI
Scrittore, poeta e autore televisivo, è uno dei più importanti autori italiani per l’infanzia, vincitore del Premio Andersen. I suoi romanzi, racconti e poesie vengono pubblicati da editori quali Salani, Giunti, Mondadori, Fatatrac, Carthusia, Topipittori. È stato tra gli autori dei programmi televisivi L’albero azzurro e Melevisione.

www.brunotognolini.com

Bruno Tognolini
“Il giardino dei musi eterni”
Salani Editore

Gli umani che guardano negli occhi gli animali lo sospettano già. E se in fondo non ci fosse da cercare così lontano? E se gli eterni fossero proprio i loro cani, i loro gatti, le loro tartarughe?

«Posso dire che Tognolini eguaglia il Rodari migliore?»
Tullio de Mauro

Ginger, una splendida gatta Maine Coon, si è appena risvegliata nel Giardino dei Musi Eterni, un cimitero per animali. Anche lei adesso è un fantasma, anzi un Àniman, uno spirito che fa parte dell’anima del mondo, invisibile agli occhi umani. La vita di Ginger e i suoi amici Àniman, tra cui il pastore maremmano Orson, il beagle hacker Turing e la saggia e oracolare tartaruga Mamma Kurma, trascorre felice fra tuffi nella pioggia per diventare nuvole, corse nel vento in cui le loro identità si scambiano, chiacchierate e visite di un’umana un po’ speciale, chiamata Nonnina. Ma oscure minacce incombono su di loro: nessuno sa spiegarsi alcune misteriose sparizioni e il terreno del cimitero sta per essere venduto a una società edile. E, come se non bastasse, i peluche dei bambini in visita dai loro piccoli amici hanno uno sguardo quasi vivo, inquietante…

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Sabino Cassese “La democrazia e i suoi limiti”

Sabino Cassese
“I Dialoghi di Trani”
www.idialoghiditrani.com
La democrazia e i suoi limiti
Mondadori
www.librimondadori.it

sabato 24 settembre 2017, ore 17.00
I dialoghi di Trani
Sabino Cassese
“La democrazia e i suoi limiti”

La democrazia appare fragile e vulnerabile. Dopo aver sanato le ferite delle guerre e dei totalitarismi del XX secolo, i suoi valori e suoi principi fondamentali sembrano perdere forza e significato: ne sono prova le difficoltà crescenti dell’integrazione europea, il dilagare dei populismi, la contestazione delle élite, la Brexit, la sorprendente elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti.

Ma come funziona la democrazia? Come opera concretamente nella vita dello Stato, in relazione alle altre componenti dei poteri pubblici, in conflitto con la giustizia, l’autorità, l’efficienza, nella teoria e nella pratica del governo?

Sono queste alcune delle domande a cui risponde Sabino Cassese, uno dei più noti giuristi italiani, in La democrazia e i suoi limiti, al centro del quale sta l’interazione tra l’elemento democratico dei sistemi politici contemporanei e gli altri elementi che compongono lo Stato, nonché tra la democrazia nazionale e gli ordini giuridici sovranazionali. L’accento è sui limiti perché, se la democrazia è un limite del potere, è a sua volta limitata, sia per la sua intrinseca natura, sia per l’azione di altre forze.

Accanto al tema tradizionale della democrazia come limite del potere, tuttavia, vi sono altri temi emergenti, che rispondono a problemi contemporanei. In primo luogo quello della partecipazione attiva dei cittadini alla vita dello Stato e delle sue istituzioni. Se nei Paesi occidentali un quarto della popolazione si astiene dal voto, se sempre più spesso sono le minoranze a decidere i destini politici di una nazione, se milioni di persone assumono atteggiamenti di protesta, occorre verificare il funzionamento della democrazia, i compiti dei partiti, le vie per far sentire nello Stato la voce dei cittadini, e contemporaneamente le procedure di selezione delle classi dirigenti e i modi di operare degli apparati pubblici.

Sabino Cassese è professore alla School of Government della Luiss e alla Católica Global School of Law di Lisbona. È stato professore nelle università di Urbino, di Napoli, di Roma e alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha inoltre insegnato alla Law School della New York University e al Master of Public Affairs dell’Institut d’études politiques di Parigi. È stato ministro della Funzione pubblica nel governo Ciampi e giudice della Corte costituzionale. Ha pubblicato, di recente, Governare gli italiani. Storia dello Stato (2014), Dentro la Corte. Diario di un giudice costituzionale (2015), Territori e potere. Un nuovo ruolo per gli Stati? (2016).

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Alessandra Morra “Nn parole, un gesto”

Alessandra Morra
“Non parole, un gesto”
Fondazione Cesare Pavese
www.fondazionecesarepavese.it
Pavese Festival 2017

sabato 24 settembre 2017, ore 21
Santo Stefano Belbo
“Non parole, un gesto”
Peppe Servillo legge Cesare Pavese
Progetto a cura di Alessandra Morra
con Javier Girotto, Natalio Mangalavite.
Fotografie di Michele De Vita

www.alessandramorra.com
Alessandra Morra è nata a Milano il 28 Agosto 1970. Architetto, libero professionista. Ha collaborato dal 1997 con la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino approfondendo il campo delle sua ricerche nei corsi di “ Caratteri distributivi degli edifici e distribuzione degli interni” e di “ Principi di allestimento e Museografia”. È coautrice di numerosi volumi dedicati all’architettura degli interni. Il suo percorso di artista affianca la sua carriera di architetto. Nel 2002 comincia la sperimentazione del Dialogo tra le Arti allestendo mostre sensoriali che, in un percorso progettato, cercano di dar forma ad una volontà d’ arte sempre più incisiva e definita. A seguito del volume pubblicato come autrice sul neogotico pollentino “la Visione di un Re” è protagonista di nuovi interventi culturali sul territorio: eventi nei quali l’Architetto prosegue il suo cammino di ricerca sull’ opera d’ arte totale. Il dialogo tra arte e architettura continua ad essere tema di pubblicazioni e approfondimenti critici di cui è autrice.

La “ mostra sensoriale” diviene il campo della sua sperimentazione: gli eventi che si susseguono, in collaborazione con gli Assessorati Culturali delle Province della Regione Piemonte hanno avuto come obiettivo il dialogo aperto tra le espressioni artistiche.
La sua pittura ha trovato un segno formale abbandonandosi alla contaminazione del tratto grafico contemporaneo, all’eredità del figurativo, alla ricerca della tecnica sapiente ma è l’Architettura che continua ad essere fonte di ispirazione nella ricerca dello “ spazio” dell’opera.

La ricerca approfondisce in questi anni la delicata interazione tra Musica-Architettura. A questo dialogo, inteso secondo declinazioni nuove, si dedica alla serie di incontri con prestigiosi nomi della scena Musicale italiana e internazionale, dalla musica “ alta” al rock: ne è regista, autrice e promotrice nell’ ambito di una serie di fortunate sperimentazioni all’interno del Corso di Allestimento e Museografia della Prima Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.

Ha collaborato con gli interpreti più eclettici e polivalenti della scena musicale e televisiva contemporanea (da Marlene Kuntz, al maestro Mario Brunello, a Morgan, collaborando con la danza e instaurando collaborazioni con critici d’arte come Philippe Daverio, Fabriano Fabbri e Alessandra Coppa).

Nel 2010 pubblica il volume ESO, edizione Lybra immagine, sulla composizione del maestro Ezio Bosso, notissimo autore di colonne sonore internazionali; il volume viene presentato alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2010 dall’architetto Mario Botta e dal critico d’arte Philippe Daverio.

Nel dicembre 2010 il volume viene presentato alla Facoltà di Architettura nel Castello del Valentino con il concerto della Filarmonica 900 del Teatro Regio di Torino, diretta dal maestro Ezio Bosso e con il professore Enrico Fubini, uno dei maggiori esperti italiani di filosofia ed estetica musicale. Dal 2009 collabora con la Direzione Artistica del festival di Collisioni e forma un gruppo di ricerca trasversale e polivalente “Ensemble d’ Architecture” che segue i lavori dell’Architetto sia nella realizzazione artistica sia nei progetti di allestimento.

Collisioni diviene anche l’ occasione di Una sperimentazione artistica e allestitiva; all’Architetto Morra e al gruppo di ricerca viene designata la direzione degli allestimenti di tutto il Festival.

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