ESALTATI NEL CIELO PERCHE' UNITI A COLUI CHE PER AMORE SI E' UMILIATO LASCIANDOSI INCHIODARE ALLA CROCEGesù si è fatto “serpente”, ovvero peccato, perché ogni “serpente” che ci ha ucciso, ossia ogni evento della nostra vita che abbiamo rifiutato con il peccato, fosse trasformato in un cammino di ritorno al paradiso. I cristiani “esaltano” la Croce perché essa “esalta” l’amore di Dio in ogni circostanza che ci ha “abbassato”; trasforma il matrimonio come acqua che diventa vino, infonde “vita eterna” in ogni relazione che giaceva senza amore e speranza. La Croce piantata nel mondo, nel deserto dove, come tutti nel mondo, abbiamo peccato, rivela la misericordia di Dio: su di essa, come sulla nostra storia, è colato il sangue di Cristo che ha lavato ogni peccato; su di essa, come sulla nostra carne, si è abbandonata la sua carne che ha vinto la morte per farci passare con Lui a una vita celeste, già qui, nella carne. Coraggio, mettiamo oggi una croce nel luogo più bello della casa, e passiamo un po’ di tempo ai suoi piedi con la nostra famiglia; fissiamola senza fretta, e impariamo a farlo ogni giorno. Su di essa vedremo i fatti e le relazioni che Dio ha mandato a morderci dissolversi nel suo Unigenito dato per noi, perché il dolore che abbiamo imputato a Lui ci umili spingendoci a implorare di nuovo la salvezza che abbiamo disprezzato. Esaltare la Croce, infatti, significa umiliare noi stessi nell’abbraccio senza condizioni di Cristo. Lasciarci amare così come siamo contemplando il patibolo sul quale Cristo è stato innalzato per innalzarci con Lui alla destra del Padre. Significa donarci a Cristo per appartenergli accettando di vivere crocifissi con Lui nella storia; così, chi ancora è del mondo, potrà vedere Cristo in noi, proprio attraverso la testimonianza che nel mondo, pur non essendo il Paradiso, non si è condannati a morire ma, credendo in Lui e accogliendo il suo perdono, vi si possono gustare le primizie della vita eterna.

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